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Game Designer Extend #A1 - Plaion AES+: il ritorno del Neo Geo ha un grande problema (e una possibile soluzione) Plaion AES+: una console affascinante, ma nata con un limite evidente


Plaion AES+: il ritorno del Neo Geo ha un grande problema (e una possibile soluzione)

Plaion AES+: una console affascinante, ma nata con un limite evidente

In esclusiva mondiale, la prima immagine della cartuccia per Plaion AES che permette di collegarsi all'SNK Online Store (non è assolutamente vero, l'immagine è stata creata dall'AI su mio input)

Quando è stato annunciato il Plaion AES+, moltissimi appassionati del glorioso Neo Geo hanno accolto la notizia con entusiasmo. Del resto, stiamo parlando di una piattaforma che ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia dei videogiochi, con capolavori del calibro di Metal Slug, The King of Fighters, Samurai Shodown, Fatal Fury e Garou: Mark of the Wolves.

L'idea di riportare in vita l'esperienza originale, utilizzando cartucce fisiche, esercita un fascino enorme su collezionisti e nostalgici.

Il problema è che il mercato dei videogiochi del 2026 non è più quello degli anni Novanta, ed è proprio qui che iniziano le difficoltà.


Il mercato è cambiato: oggi domina il digitale

Negli ultimi dieci anni il settore dei videogiochi ha assistito a una trasformazione radicale.

Sempre più utenti acquistano i giochi in formato digitale, scaricandoli direttamente sulla propria console o sul PC. È un'abitudine ormai consolidata, favorita dalla comodità, dagli sconti frequenti e dalla possibilità di avere immediatamente accesso ai propri acquisti.

Il supporto fisico continua certamente a esistere, ma rappresenta una fetta sempre più ridotta del mercato.

Il Plaion AES+, invece, nasce come sistema esclusivamente basato sulle cartucce.

Una scelta coerente con la filosofia del progetto ma - ahimè - oggi estremamente limitante.


Il supporto fisico comporta costi che il digitale non ha

Ogni cartuccia prodotta comporta una lunga serie di spese che nel mercato digitale semplicemente non esistono.

Tra queste troviamo:

  • produzione della cartuccia;
  • realizzazione della confezione;
  • stampa dei manuali;
  • assemblaggio;
  • trasporto internazionale;
  • magazzino;
  • distribuzione ai negozi;
  • gestione delle copie invendute;
  • eventuali resi.

Ogni singolo passaggio aumenta il costo finale del prodotto.

Con il digital delivery, invece, il gioco viene pubblicato una sola volta e può essere scaricato potenzialmente da milioni di utenti senza dover produrre nemmeno una scatola.

La differenza economica è enorme e, soprattutto, incide direttamente sul prezzo pagato dal consumatore.


Stampare pochi giochi significa limitare l'intero ecosistema

Esiste poi un'altra questione fondamentale.

Anche immaginando che Plaion e SNK decidano di pubblicare decine di giochi, il catalogo Neo Geo supera abbondantemente il centinaio di titoli.

Pensare che vengano ristampati tutti è semplicemente irrealistico, servirebbero investimenti enormi, e molti titoli venderebbero probabilmente troppo poco per giustificare una produzione fisica.

Di conseguenza, il rischio è quello di avere una console con un catalogo molto limitato rispetto al patrimonio storico disponibile.


Senza nuovi sviluppatori il futuro rischia di diventare molto breve

Esiste poi un altro aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato.

Una console vive grazie ai giochi. Se i nuovi titoli arrivano con il contagocce, anche l'interesse del pubblico tende inevitabilmente a diminuire.

Per questo motivo Plaion e SNK dovrebbero aprire le porte agli sviluppatori esterni, e non soltanto ai grandi studi, anzi...

Gli sviluppatori indipendenti potrebbero rappresentare la vera linfa vitale della piattaforma.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un'esplosione di produzioni indie che hanno dimostrato come sia possibile realizzare giochi eccellenti anche con budget relativamente contenuti.

Molti sviluppatori sarebbero probabilmente entusiasti di creare nuovi giochi per un hardware ispirato al Neo Geo.

Ma esiste un problema: produrre una cartuccia costa, sempre, anche se il gioco vende poche centinaia di copie, e questo rappresenta un ostacolo enorme per moltissimi team indipendenti.


La periferica che potrebbe cambiare completamente il destino del Plaion AES+

Ed è qui che entra in gioco quella che potrebbe essere la vera svolta.

Immaginiamo una periferica ufficiale che permetta al Plaion AES+ di collegarsi a Internet: per esempio, una cartuccia con capacità di connessione Wi-Fi o Bluetooth, e spazio per salvare una ventina di titoli - 8GB dovrebbero bastare - o uno slot per SD card, o magari tutte queste cose insieme.

NON disponibile su amazon.it né da nessun'altra parte.
Però è caruccia, eh?

Non servirebbe trasformarlo in una moderna console "always online".

Basterebbe consentire:

  • l'accesso a uno store digitale;
  • il download dei giochi;
  • gli aggiornamenti software;
  • il salvataggio del proprio catalogo digitale.

A quel punto cambierebbe completamente il modello economico della piattaforma.

Gli sviluppatori potrebbero pubblicare i propri giochi senza affrontare i costi di produzione delle cartucce.

Plaion e SNK potrebbero ampliare il catalogo con estrema rapidità.

Gli utenti avrebbero accesso a molti più titoli, e persino giochi di nicchia potrebbero trovare il proprio pubblico.


Fisico e digitale possono convivere

Naturalmente questo non significa eliminare le cartucce, che per molti collezionisti rappresentano parte integrante dell'esperienza. Senza contare che, per gli appassionati SNK/NeoGeo, l'esperienza di gioco non può esistere se il gioco non è su supporto fisico, cartuccia o CD-ROM che sia.

L'ideale sarebbe offrire entrambe le possibilità.

Chi desidera possedere una confezione da esporre in salotto potrebbe continuare ad acquistarla.

Chi invece preferisce spendere meno e giocare immediatamente potrebbe scegliere il download digitale.

Esattamente come avviene ormai sulla quasi totalità delle piattaforme moderne.

In questo modo il supporto fisico diventerebbe un'opzione premium, non l'unica strada percorribile.


Il rischio è parlare solo ai nostalgici

Il Plaion AES+ esercita un fascino enorme su chi ha vissuto l'epoca d'oro del Neo Geo.

Ma una piattaforma non può sopravvivere facendo affidamento esclusivamente sulla nostalgia.

I nostalgici, per definizione, sono una risorsa preziosa... ma numericamente limitata.

Per crescere servono anche nuovi utenti: servono curiosi, servono giovani giocatori, servono sviluppatori che abbiano voglia di sperimentare, e serve un ecosistema che renda semplice e commercialmente fattibile pubblicare nuovi giochi.


Conclusioni

Il Plaion AES+ potrebbe rappresentare uno dei progetti retro più affascinanti degli ultimi anni.

Tuttavia, puntare esclusivamente sul supporto fisico rischia di trasformarsi in un freno alla crescita della piattaforma.

Le cartucce comportano costi elevati, limitano il numero di giochi pubblicabili e rendono molto più difficile il coinvolgimento degli sviluppatori indipendenti.

Una periferica ufficiale capace di introdurre il digital delivery potrebbe invece cambiare radicalmente le prospettive del sistema, consentendo a Plaion e SNK di ampliare il catalogo senza i vincoli della produzione fisica e favorendo l'arrivo di nuovi studi di sviluppo.

Perché, in fondo, il modo migliore per celebrare il passato non è imprigionarlo in una cartuccia.

È permettergli di continuare a vivere, anche attraverso una semplice connessione a Internet.


Personalmente, ritengo che il progetto di Plaion nasca con una data di scadenza a 24-36 mesi: una volta soddisfatti i bisogni degli appassionati del brand SNK (che sono relativamente pochi: chi semplicemente apprezza i titoli per NeoGeo continuerà a comprare versioni MVS consolizzate e cartucce 161-in-1...) pubblicando i 40-60 titoli che hanno maggior potenziale commerciale e i titoli indie in sviluppo, il sistema avrà perso la spinta propulsiva e si limiterà a galleggiare.

Ma spero vivamente di sbagliarmi.


Personalmente (bis), credo anche che l'uscita dell'AES+ e dei giochi su cartuccia non faranno calare il prezzo dei titoli originali. Il collezionista non vuole la cartuccia intesa come strumento che esegue la funzione a cui è deputata (per quella bastano gli emulatori, le versioni per Nintendo Switch e PlayStation, le cartucce 161-in-1 etc), ma desidera il pezzo originale, che fu prodotto all'epoca e ha una sua storia.

Costa di più, ma per i collezionisti sono soldi ben spesi (o investiti).

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