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Game Designer #02 - Di cosa scriverò in questo blog (e di cosa non scriverò)

 

 Di cosa scriverò in questo blog

(e di cosa non scriverò)

🕹️🕹️🕹️


Il web è pieno di risorse che spiegano come diventare (o, almeno, come provarci) game designer, ma la stragrande maggioranza di esse tratta principalmente  fattori "tecnici".

Troverete grande abbondanza di argomenti quali - tra gli altri - pianificazione tecnica, programmazione, direzione artistica, gestione del budget.

Se volete approfondire questi importantissimi aspetti, avete solo l'imbarazzo della scelta. Cercate su Google gli autori più noti e rispettati e cominciate a leggere articoli e a guardare video.


Se invece...


Quando mi è venuta l'idea di scrivere un blog dedicato al game design, ho deciso che mi sarei occupato degli aspetti più personali, e cioè riferiti alla persona del designer, che spesso risultano decisivi per lo sviluppo di un'idea che:

  • abbia solide basi imprenditoriali e commerciali
  • risulti comprensibile tanto ai compagni di team quanto a eventuali finanziatori o editori
  • sia tecnicamente realistica e realizzabile
  • e che - soprattutto - faccia capire chiaramente e immediatamente che il gioco sarà divertente (per il suo segmento di mercato di riferimento: non si può piacere a tutti, e non si dovrebbe cercare di piacere a tutti)


Ho visto pubblicare giochi, poi rivelatisi di successo, basati su game design che avevano i loro principali punti di forza nella chiarezza comunicativa, nell'immaginazione, nella conoscenza del genere a cui apparteneva il titolo. Le considerazioni di carattere tecnico venivano trattate solo da programmatori e grafici (affermazione estremamente semplicistica, ai limiti dell'imprecisione, ma necessaria per enfatizzare la mia scelta di concentrarmi solo sugli aspetti più personali della figura del designer...)


Per mia esperienza diretta e personale, è necessario che il game designer:

  • abbia fantasia: tanta fantasia da fargli immaginare mondi, persone, azioni, nascondigli, moltiplicatori di punteggio, power-up...
  • sappia esprimersi con chiarezza, a voce e per iscritto
  • sia un ottimo motivatore
  • conosca bene i videogame da giocatore
  • abbia conoscenze almeno di base del mercato dei videogame
  • sappia lavorare in gruppo e non si senta una primadonna
  • conosca almeno benino l'inglese, che è la lingua  primaria del settore
  • abbia una visione d'insieme del gioco che ha in mente di realizzare
  • sia paziente, perché servono tempo e la capacità di ripetere lo stesso processo più e più volte, per ottenere il risultato desiderato (per esempio, per decidere l'inerzia, la velocità di movimento, l'altezza e la lunghezza dei salti del protagonista di un platform game)
  • sia in grado di comprendere quali sono gli elementi vincenti (se ce ne sono) e quali quelli che funzionano meno (e ce ne sono sempre) di un gioco: deve saper giocare con occhio critico
  • sia umile e obiettivo, per ammettere quando qualcosa non funziona e correre ai ripari, anche a costo di rinnegare le proprie scelte sbagliate a vantaggio di quelle sensate di altre persone
  • ricordi che sta giocando con il tempo, i soldi, il nome e la reputazione del publisher (o altro finanziatore del progetto) e compagni di sviluppo che gli permettono di realizzare il gioco
  • sappia esprimersi in modo chiaro (già scritto, lo so, ma ripeterlo non guasta)

Vi sembra un elenco lungo? Forse lo è, ma vi assicuro che è possibile acquisire la maggior parte delle competenze sopra elencate in tempi relativamente brevi, semplicemente giocando con spirito critico, mentre altre capacità arriveranno con il tempo e l'esercizio.

Inoltre, aiuta avere conoscenze di base di geometria piana (e solida, se possibile), per evitare errori relativi a spazio e movimenti nell'area di gioco...

                    🕹️🕹️🕹️


Per esperienza personale (e diretta: come sopra, l'ho già scritto ma lo ripeto volentieri) si ottiene più facilmente ascolto se si è in grado di presentare il proprio progetto in maniera chiara ed essenziale, se si è un buon team player, piuttosto che un presuntuoso capitano.

Quand'anche la vostra idea non facesse colpo, dimostrare di avere queste capacità vi farà comunque guadagnare punti agli occhi di chi vi ascolta, e da cosa nasce cosa...


Quello del game designer è un lavoro duro, intenso, a volte anche frustrante, che richiede numerose capacità in ambiti anche molto diversi da loro.
Se pensate che sia semplice e divertente, pensate a un'altra carriera professionale, e vi risparmierete parecchie delusioni.

                     🕹️🕹️🕹️

Il game designer è un umilissimo muratore, è un dio onnipotente (ma raramente onnisciente), è un sognatore con i piedi ben saldi per terra, è uno scommettitore che punta i soldi di altri.

Ne riparleremo presto.



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