Di cosa scriverò in questo blog
(e di cosa non scriverò)
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Il web è pieno di risorse che spiegano come diventare (o, almeno, come provarci) game designer, ma la stragrande maggioranza di esse tratta principalmente fattori "tecnici".
Troverete grande abbondanza di argomenti quali - tra gli altri - pianificazione tecnica, programmazione, direzione artistica, gestione del budget.
Se volete approfondire questi importantissimi aspetti, avete solo l'imbarazzo della scelta. Cercate su Google gli autori più noti e rispettati e cominciate a leggere articoli e a guardare video.
Se invece...
Quando mi è venuta l'idea di scrivere un blog dedicato al game design, ho deciso che mi sarei occupato degli aspetti più personali, e cioè riferiti alla persona del designer, che spesso risultano decisivi per lo sviluppo di un'idea che:
- abbia solide basi imprenditoriali e commerciali
- risulti comprensibile tanto ai compagni di team quanto a eventuali finanziatori o editori
- sia tecnicamente realistica e realizzabile
- e che - soprattutto - faccia capire chiaramente e immediatamente che il gioco sarà divertente (per il suo segmento di mercato di riferimento: non si può piacere a tutti, e non si dovrebbe cercare di piacere a tutti)
Ho visto pubblicare giochi, poi rivelatisi di successo, basati su game design che avevano i loro principali punti di forza nella chiarezza comunicativa, nell'immaginazione, nella conoscenza del genere a cui apparteneva il titolo. Le considerazioni di carattere tecnico venivano trattate solo da programmatori e grafici (affermazione estremamente semplicistica, ai limiti dell'imprecisione, ma necessaria per enfatizzare la mia scelta di concentrarmi solo sugli aspetti più personali della figura del designer...)
Per mia esperienza diretta e personale, è necessario che il game designer:
- abbia fantasia: tanta fantasia da fargli immaginare mondi, persone, azioni, nascondigli, moltiplicatori di punteggio, power-up...
- sappia esprimersi con chiarezza, a voce e per iscritto
- sia un ottimo motivatore
- conosca bene i videogame da giocatore
- abbia conoscenze almeno di base del mercato dei videogame
- sappia lavorare in gruppo e non si senta una primadonna
- conosca almeno benino l'inglese, che è la lingua primaria del settore
- abbia una visione d'insieme del gioco che ha in mente di realizzare
- sia paziente, perché servono tempo e la capacità di ripetere lo stesso processo più e più volte, per ottenere il risultato desiderato (per esempio, per decidere l'inerzia, la velocità di movimento, l'altezza e la lunghezza dei salti del protagonista di un platform game)
- sia in grado di comprendere quali sono gli elementi vincenti (se ce ne sono) e quali quelli che funzionano meno (e ce ne sono sempre) di un gioco: deve saper giocare con occhio critico
- sia umile e obiettivo, per ammettere quando qualcosa non funziona e correre ai ripari, anche a costo di rinnegare le proprie scelte sbagliate a vantaggio di quelle sensate di altre persone
- ricordi che sta giocando con il tempo, i soldi, il nome e la reputazione del publisher (o altro finanziatore del progetto) e compagni di sviluppo che gli permettono di realizzare il gioco
- sappia esprimersi in modo chiaro (già scritto, lo so, ma ripeterlo non guasta)
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