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Game Design #05 - Io sono dio: Le qualità fondamentali di un game designer: fantasia, leadership, comunicazione e umiltà

 



Io sono dio

Le qualità fondamentali di un game designer: fantasia, leadership, comunicazione e umiltà


                   🕹️🕹️🕹️

Negli articoli precedenti abbiamo visto, a grandi linee e senza (ancora) scendere in dettaglio, il game designer cosa fa e quali passi valutare per iniziare una carriera nel mondo dei videogiochi.

Ma chi è il game designer? Come potremmo definirlo in poche ma azzeccate ed efficaci parole?

Proviamo così:
  • Fantasioso: senza immaginazione, non si va da nessuna parte. Il designer immagina mondi, personaggi, oggetti, leggi gravitazionali, armi mai viste prima, cibi miracolosi, animali parlanti, e chi più ne ha, ne metta. Dove volete andare, senza un'abbondantissima dose di fantasia?
  • Coraggioso: chiunque consideri di intraprendere l'incerta e mai garantita carriera di game designer, abbandonando sentieri più tristi ma sicuri, ha coraggio da vendere. Basta tener sempre presente che i primi soldi non arriveranno presto... ammesso e non concesso che prima o poi arrivino
  • Razionale: l'immaginazione da sola non basta. Un videogioco è composto da elementi molto diversi tra loro (i menu, il sistema di controllo, il comportamento dei personaggi gestiti dal computer, e via elencando) che devono essere messi insieme in modo tale che il software risultante sia divertente e comprensibile. Se non si sa come unire le singole componenti, non si avrà mai un videogame finito
  • Comunicativo: cosa volete fare? Un semplicissimo puzzle game alla Tetris, ma non sapete crearlo da soli? Allora vi serviranno programmatori, grafici, musicisti, tester, che si impegnino a realizzare la vostra idea. Se non siete in grado di comunicare chiaramente tutto ciò che riguarda il vostro gioco (stile grafico, meccaniche, caratteristiche del sistema di controllo, opzioni, modalità et cetera), rischiate che ognuno interpreti a proprio modo le indicazioni ricevute, e che il risultato finale sia un'eterogenea insalatona che non sarà nemmeno lontana parente della vostra idea, sempre che riusciate a completare lo sviluppo
  • Carismatico e autorevole (o almeno credibile): molto spesso - ma non sempre - il game designer è anche il leader del gruppo, non fosse altro che per aver concepito e strutturato l'idea alla base del gioco. Il designer dovrà guidare e motivare, spiegare e provare, fornire indicazioni di continuo per accertarsi che tutto proceda per realizzare la sua idea così come lui l'ha in testa, e se non ha carisma, autorevolezza e credibilità, non riuscirà a farsi seguire, soprattutto quando le cose non vanno come previsto (eventualità, questa, che si verifica con grande frequenza durante lo sviluppo di qualsiasi videogame). Nota a margine: il designer può essere anche programmatore, grafico, musicista, tester, responsabile delle comunicazioni o del marketing, oppure può fare tutto da solo: le one-man band non sono così rare tra gli sviluppatori indie, basti pensare a Markus Persson, a Toby Fox, a Eric Barone, rispettivamente autori di Minecraft, Undertale e Stardew Valley 
  • Deciso:il design è vostro, la visione è vostra. Difendete le vostre idee, perché solo voi potete sapere quale sarà il risultato finale! Per la verità, dovreste condividere la vostra visione con l'intero team, così tutti potrete procedere nello sviluppo nel modo più efficace ed efficiente possibile (vedi il punto precedente). Il game designer deve quindi essere deciso, ma anche...
  • Umile: dicevo che il design e la visione sono vostri, ma dall'esterno spesso si vedono cose che dall'interno, anche per l'enorme affetto che generalmente si nutre per la propria idea, non riuscite a vedere. Prestate sempre attenzione ai commenti altrui, poi valutateli e decidete quali meritino ulteriore attenzione e, magari, decidete se cambiare qualcosa. Le critiche costruttive possono aiutare un designer a migliorare il gioco. Non bisogna essere mutevoli come banderuole al vento, ma nemmeno abbarbicati alle proprie convinzioni come un albero piantato al suolo

Oppure, detto in poche parole...

Il game designer è dio.
Egli (o ella: le donne possono svolgere il lavoro di designer come e meglio dei maschietti. Non appesantirò ogni frase con la doppia indicazione lui/lei, egli/ella, e via di seguito, grazie per la comprensione):
  • crea il mondo di gioco
  • crea gli esseri che lo popolano
  • determina le regole in base alle quali si decide chi vive e chi muore
  • sovverte le leggi della fisica, permettendo di effettuare più salti verso l'alto consecutivi, uscire intatti da un frontale a tutta velocità contro un muro e ripartire come se niente fosse, sparare palle di fuoco dalle mani, e potrei continuare per settimane...
  • impone la sua morale nel mondo che ha creato, eleggendo arbitrariamente a barbari nemici da eliminare a ogni costo povere creature che, magari, hanno solo avuto un'infanzia difficile o hanno frequentato compagnie sbagliate, ma in fondo in fondo sono bravi ragazzi

Certo, anche un dio deve sopportare qualche limitazione, e nel caso del game designer ciò si traduce nell'essere sottomesso alla legge più grande dell'universo dei videogame: quella del divertimento.

Perché se il mondo che creerete non sarà divertente, prima o poi i giocatori lo abbandoneranno, e diranno ai loro amici che la vostra creazione non vale i soldi dell'acquisto.


                     🕹️🕹️🕹️

Scusate, ho dimenticato di citare una delle caratteristiche fondamentali e indispensabili
di ogni game designer...

Essere un giocatore e conoscere i videogiochi!

Non vorrete mica creare videogame
senza conoscere - che so io - Mega Man?!



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